Osservatorio Metaverso

Ci sono rapporti tra manifattura additiva e metaverso? “Stiamo vivendo un parallelo tra la diffusione della stampa 3D e l’ascesa dell’IA – ha detto Antonio Alliva, Ceo di 3DItaly – che si stanno espandendo, attraversando i campi dalla medicina alla produzione industriale, portando con sé la sfida culturale di superare la paura che la tecnologia possa togliere il lavoro umano”. 

Quindi le due discipline si muovono nello stesso paniere di contesti, anche in quanto modellate dagli strumenti di intelligenza artificiale. Un secondo paragone è storico: dieci anni fa si diceva che la manifattura additiva e sottrattiva avrebbero tolto milioni di posti di lavoro, ma così non è andata: oggi lo si dice dell’AI.

A questa riflessione si aggancia una suggestione potente: la stampa 3D e l’IA non sono solo strumenti per il mondo fisico, ma anche ponti verso il metaverso. In questa dimensione, la complessità geometrica è infinita e l’architettura si pone come il naturale ponte tra realtà e virtuale. Grazie alla parametrizzazione, il progetto diventa un sistema di relazioni digitali capace di abitare entrambi i mondi, rendendo il virtuale tangibile e il reale infinitamente fluido.

Nel paradigma della progettazione aumentata, il passaggio dal testo alla materia si articola attraverso sei direttrici fondamentali che ridefiniscono il ruolo del progettista: generative vs explorative design, performance vs engineering optimization, data-to-delivery, digital twins & smart operations, data-driven design, digital fabrication.

"Intelligenza Materiale" – 23 Gennaio, MAXXI Roma - organizzata da 3D Italy
“Intelligenza Materiale” – 23 Gennaio, MAXXI Roma – organizzata da 3D Italy

Strumenti e spazi di latenza

Il cuore di questa evoluzione risiede nel modo in cui l’architetto interagisce con i nuovi software. Amleto Picerno Ceraso (Medaarch/UNINA) ha sottolineato che “gli strumenti conformano il pensiero”. Se il passato era dominato dalla modellazione parametrica tradizionale, il futuro risiede nella capacità di “progettare negli spazi di latenza interni ai dataset”. L’IA non deve essere una soluzione pronta all’uso, ma un motore di deep design, ovvero un metodo di ricerca: l’interrogazione della materia partendo dai dati deve mantenere al centro l’architetto, come supervisore critico del processo. In questo contesto, anche la politica deve fare la sua parte: Dario Tamburrano, dentista poi prestato alla politica, ma esperto di 3D printing, evidenzia che “questa nuova libertà espressiva necessita di un quadro normativo chiaro, affinché l’innovazione viaggi di pari passo con la sostenibilità e il bene comune”.

Pratica e robot artigiani

Dalla speculazione teorica si passa alla concretezza del cantiere digitale. La sinergia tra software e hardware trasforma il braccio robotico in un nuovo tipo di artigiano. Stefan Weyrich (AiBuild) illustra l’efficacia di questa intelligenza: con soluzioni Cam avanzate e agenti IA, usati come ingegneri digitali, è possibile abbattere i tempi di produzione del 75%. Questa velocità non è fine a se stessa, ma serve a rendere concreta la visione di Donato Puntillo (CEAD): una manifattura additiva di grande formato che usa materiali compositi per realizzare elementi architettonici complessi in modo più efficiente, intelligente e sostenibile, trasformando radicalmente il modo in cui pensiamo la costruzione on-site.

Pedagogia, metodo e formazione

Perché questa rivoluzione diventi strutturale, è necessario ripensare il modo in cui formiamo chi progetterà il domani. Mauro Del Santo (IED) ha ricordato il metodo Munari, applicandolo alla stampa 3D: Munari sperimentava con le prime fotocopiatrici per capirne i limiti creativi; oggi, le nuove leve che hanno a disposizione tanta innovazione non devono dimenticare di “usare i nuovi strumenti fino ad annoiarsi”. Solo attraverso una pratica costante e quasi ossessiva si può compiere il salto fondamentale: passare dalla semplice conoscenza tecnica di un software a un vero e proprio metodo progettuale, dove l’IA e la robotica diventano estensioni naturali della creatività umana.

L'autore: Leo Sorge

Leo Sorge

Divulgatore di scienze e tecnologie reali o presunte. Ha lavorato e diretto riviste di divulgazione. Ha collaborato a molti libri, tra i quali The Accidental Engineer, Lavoro contro futuro e Internetworking.
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